Attività

Regolamento Interno ClubHouse

1. Il presente regolamento, approvato dalla Direzione il 20 ottobre 2015, si estende a tutte le attività sociali e impegna tutti i Soci, i loro Ospiti e tutti coloro che frequentano il Circolo, alla scrupolosa osservanza delle norme elencate.

2. Tutti i Soci e tutti i frequentatori del Circolo, sono tenuti a cooperare nel rispetto delle norme e del Regolamento affinché la vita sociale abbia a svolgersi con ordine e armonia.

3. La Direzione ha la facoltà di apportare delle modifiche al presente regolamento ogni qualvolta ne ravvisi l'opportunità o la necessità.

4. Tutti i locali, gli impianti, le attrezzature ed i servizi dell'Associazione sono riservati ai Soci, salvo i periodi di chiusura del Club o diverse disposizioni che la Segreteria si farà carico di comunicare tempestivamente. La facoltà di invitare ospiti o ammettere altre persone è regolamentata dalle disposizioni successive.

5. Sono ammessi a frequentare la sede del Circolo ed i relativi impianti sportivi, i Soci in regola con il pagamento delle quote sociali che, annualmente, vengono stabilite dal Consiglio Direttivo.

6. Tutti i Soci e tutti i frequentatori dell'Associazione, sono tenuti ad avere la massima cura e rispetto di tutto il patrimonio sociale: la sede, gli impianti, le attrezzature ed arredi, etc. Tutti sono responsabili per gli eventuali danni arrecati e, oltre ad essere passibili di provvedimenti disciplinari, sono tenuti al risarcimento dei danni provocati.

7. E' interesse e dovere di ogni Socio farsi parte diligente per eliminare gli inconvenienti derivanti dal mancato rispetto da parte di altri Soci o di Ospiti delle disposizioni del Regolamento segnalando, alla Segreteria del Circolo - email:centroippicoilpavone@gmail.com - esclusivamente per iscritto - comportamenti difformi.

8. I Soci ed i loro Ospiti devono adeguarsi alle disposizioni del presente Regolamento e delle altre eventuali disposizioni interne emanate dalla Direzione e dalla Segreteria.

9. La Direzione e per sua delega la Segreteria dell' Associazione, vigilerà sull' osservanza del presente regolamento. La Direzione potrà incaricare altre persone a richiamare i Soci al rispetto delle disposizioni ivi contenute.

10. Ogni violazione del regolamento interno da parte dei Soci e loro Ospiti, potrà comportare un richiamo da parte di chi è preposto al controllo.

11. Il Personale del Circolo è responsabile del buon funzionamento dei servizi nell'interesse collettivo e non dei singoli Soci. I rapporti intercorrenti fra i Soci ed il personale del Circolo, i Professionisti, dovranno essere sempre improntati alla massima correttezza e reciproco rispetto.

12. Quanto non previsto dal presente Regolamento o dallo Statuto dell'Associazione sarà, di volta in volta, oggetto di esame da parte dei direttori ed eventualmente di delibera da parte del Consiglio Direttivo .

13. I Soci sono invitati a sottoporre eventuali osservazioni o proposte inerenti il buon funzionamento del Circolo, solo ed esclusivamente ai Direttori Domenico Cherubini e Francesca Cherubini tramite nota scritta, evitando assolutamente discussioni con il Personale o comunque con persone non preposte a tali compiti. Non saranno presi in considerazioni reclami verbali.

14. Il Circolo non risponde per indumenti, oggetti o valori sottratti, mancanti o scambiati in tutte le aree interne ed esterne. Il Circolo non é responsabile della custodia dei beni di proprietà dei frequentatori cui compete il dovere di vigilanza.

ACCESSO ALLA CLUB HOUSE

A) Gli immobili e le attrezzature al suo interno e all'esterno sono di proprietà esclusiva del Circolo Ippico "Il Pavone".

B) L'accesso alla Club House e l'utilizzo delle attrezzature è riservato ai Soci nel rispetto delle disposizioni del presente regolamento.

C) E' vietato l'accesso ed il transito di tricicli e altro materiale simile nei locali della club house.

D) In tutta la Club House è tassativamente VIETATO FUMARE. I trasgressori saranno soggetti alle sanzioni amministrative previste dalla Legge 16.01.2003 n. 3 "tutela della salute dei non fumatori", nonché dalla Circolare Ministeriale recante indicazioni interpretative ed attuative.

E) In caso di violazione del regolamento da parte di Soci o loro Ospiti, verrà comminata la sanzione amministrativa prevista per i trasgressori.

ANIMALI

A) E' tassativamente vietato l'ingresso di animali in genere, anche se al guinzaglio, all'interno della Club House.

B) Potranno frequentare il Circolo nelle zone non frequentate dall'equitazione (per questioni di sicurezza).

ORARI APERTURA I CHIUSURA

A) L'orario ed il periodo d'apertura/chiusura della Clubhouse e dei servizi annessi vengono disposti dal Consiglio Direttivo e ne sarà data comunicazione ai Soci tramite la Segreteria.
ORARIO:
LUNEDI' CHIUSO
MARTEDI'-MERCOLEDI'-GIOVEDI'-VENERDI' ore: 14 - 20
SABATO e DOMENICA ore: 9 - 20
Tutti gli ospiti e i soci devono rispettare gli orari di fruizione della ClubHouse, stabiliti dalla Segreteria e normalmente esposti.


B) Nei giorni di chiusura (totale o parziale) non è consentito l'accesso alla struttura.

C) L'uso della clubhouse potrà essere limitato o vietato ai Soci per motivi ritenuti validi dalla Direzione.

ORGANIZZAZIONE EVENTI

A) Il Consiglio Direttivo si riserva la facoltà di organizzare manifestazioni di varia natura, le quali possono anche comportare l'impossibilità da parte dei Soci di utilizzare temporaneamente le attrezzature.

B) I Soci che desiderano organizzare feste, eventi o manifestazioni private con l'utilizzo degli spazi del Circolo, possono inoltrare domanda scritta alla Segreteria (centroippicoilpavone@gmail.com) - alla personale attenzione del Direttore Francesca Cherubini- sulla base della seguente disciplina:

• Le pulizie e rimessa in ordine dei locali, spettano esclusivamente al socio che ne ha richiesto l'uso.

• I responsabili della Club House si riservano di richiedere una cauzione a titolo di "garanzia". Questo deposito sarà restituito qualora non si siano verificati danni alle strutture imputabili all'evento per i quali gli affittuari risponderanno in solido. (Importo:€50)

• Non è prevista la possibilità di introdurre cibo nei locali del club, se non previa autorizzazione da convenirsi con la responsabile: Francesca Cherubini - 393.9948886

• Per le richieste d'utilizzo, in esclusiva, di determinati locali del Circolo, si applicherà il tariffario in vigore per l'affitto dei locali, predisposto dal Consiglio Direttivo .
Compleanni: "IPPOCOMPLEANNO" per bambini €150
Eventi o manifestazioni private: €150

Gli affittuari dei locali si impegnano a non procurare disturbo a terzi con musica e quant'altro, rispettando questi vincoli:

dopo le ore 24,00 in caso di feste e ricevimenti in aree all'esterno del Circolo

dopo le ore 24,00 in caso di feste e ricevimenti in aree all'interno del
Circolo

C) Il Circolo declina ogni responsabilità per danni che potessero derivare a Soci, a Ospiti o terzi in occasione dell'uso delle attrezzature messe a loro disposizione o a causa del comportamento dei presenti.

PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI

A) I componenti del Consiglio Direttivo e la Segreteria, sono tenuti a richiamare i trasgressori al rispetto delle norme di comportamento disposte dal presente regolamento.

B) Il mancato rispetto del Regolamento di accesso e dell'etichetta, comporta l'allontanamento immediato dalla Club House.

RECLAMI

A) Il Socio che ritenga di ravvisare irregolarità o non conformità al presente Regolamento o allo Statuto da parte di un altro Socio o suo Ospite, può stendere un reclamo scritto ai Direttori.

B) Non saranno presi in considerazioni reclami verbali.

SEGRETERIA

A) La Segreteria è preposta, sotto la direzione ed il controllo del Consiglio Direttivo, alla gestione del Circolo e a fare rispettare il presente Regolamento e lo Statuto Sociale nei confronti dei Soci e degli Ospiti.

B) La Segreteria è l'organo esecutivo delle decisioni della Direzione.

C) Tutte le comunicazioni tra Circolo e i Soci avverranno tramite la Segreteria che
curerà anche tutte le formalità organizzative, sportive ed amministrative.


E' richiesta la massima collaborazione per mantenere ordine!

L'utilizzo della nostra ClubHouse, attraverso l'osservanza di queste regole, potrà continuare a esistere e a sostenersi garantendo un servizio sempre più efficiente.
Solo con il contributo di tutti i soci il nostro Circolo continuerà ad essere quel luogo di aggregazione e di sviluppo della socialità, capace di stimolare lo spirito d'amicizia e la solidarietà dell'intera nostra comunità.
I simbolici contributi economici richiesti per garantire l'efficienza del Club, rappresentano la possibilità per tutti noi di godere di ambienti puliti e decorosi.
Il presente regolamento entrerà in vigore il 25 Ottobre 2015 
Nel rispetto di quanto previsto dal presente regolamento,
contiamo sulla Vostra collaborazione per assicurare una più facile convivenza e la massima fruibilità dei servizi per tutti i Soci. 
LA DIREZIONE 

E-STATE CON NOI 2014!

CENTRO ESTIVO INTEGRATIVO
 

PARENT TRAINING

IL LAVORO NON INIZIA CON IL BAMBINO MA CON LA FAMIGLIA. "NON CI SONO BAMBINI SPECIALI MA FAMIGLIE SPECIALI" "Greenspan"

Cos’è il Parent training?
• È un percorso di formazione/informazione (training)
su tematiche specifiche, rivolto ai genitori (parent) 
Obiettivi generali: 
• Informare i genitori tramite l’accesso ad informazioni 
chiare e validate 
• Formarli in maniera che possano acquisire 
competenze educative 
• Aiutarli a trovare un nuovo equilibrio nella gestione 
delle problematiche insorte nel nucleo familiare 
 Obiettivi specifici: 
• Migliorare la relazione genitori-figli
• Favorire l’accettazione della diagnosi 
• Insegnare metodi educativi basati sull’analisi 
funzionale del comportamento 
• Acquisire, attraverso il confronto con gli altri e con gli 
esperti, nuove strategie e modalità di gestione dei 
problemi quotidiani.
SE VOGLIAMO AIUTARE I BAMBINI DOBBIAMO ASSOLUTAMENTE AIUTARE LA FAMIGLIA!
 
Per qualsiasi  informazione o chiarimento contattare 
la Dott.ssa Francesca Cherubini al 393-9948886

RIABILITAZIONE EQUESTRE

L’ ippoterapia e la riabilitazione equestre, sono un insieme di interventi e di attività organizzate che utilizzano come strumento terapeutico il cavallo, opportunamente scelto e preparato, con finalità riabilitative, educative e di integrazione sociale svolta da un’equipe multidisciplinare. La riabilitazione equestre è un metodo, appunto, riabilitativo globale e attivo poiché sollecita una partecipazione di tutto l’organismo nelle sue componenti sia fisiche che psichiche, si rivolge: a bambini, adolescenti, adulti e anziani con difficoltà su vari piani (motorio, cognitivo, affettivo, relazionale o sensoriale).
Tra il soggetto e il cavallo si instaura un particolare rapporto attraverso la comunicazione non verbale, uno scambio di gesti che lascia “parlare il corpo”, creando sensazioni piacevoli e rassicuranti, fortemente coinvolgenti sotto l’aspetto emotivo e relazionale.
Nonostante le diverse attività, il fulcro dell’Ippoterapia è fatto dalle relazioni che entrano in gioco tra la persona, il cavallo e l’operatore e che è una relazione d’aiuto in quanto viene vissuta in una situazione dove l’operatore cerca di favorire le risorse latenti interne dell’individuo che si trova in difficoltà.
L’incontro con il cavallo inizialmente provoca inevitabilmente un profondo disorientamento nella persona ed è compito dell’operatore far si che da esso scaturisca col tempo un investimento affettivo sul cavallo, a cui è affidato il passaggio dagli schemi abituali di relazione alla costruzione di un nuovo schema centrato sulla capacità intenzionale. La dimensione affettiva che lega la persona al cavallo fa si che le proposte dell’operatore a partecipare ad una certa attività a svolgere un determinato compito o esercizio vengono accolte dal soggetto con entusiasmo e si trasforma in una motivazione ulteriore a superare gli ostacoli che ogni percorso riabilitativo ed educativo è costellato.
Perché proprio il cavallo?
Il cavallo è un’animale che instaura un rapporto empatico con la persona con cui si relaziona, attivando un approccio selettivo a seconda dell’individuo, inoltre porta il soggetto a svolgere un lavoro psicomotorio attraverso i movimenti che è costretto a fare quando lo si monta.
L’animale, dimostra una curiosità ed una costante partecipazione attentiva a tutti gli stimoli esterni, provocando per emulazione la stessa condizione anche nella persona coinvolta.
Il cavallo animale fortemente simbolico, è da sempre oggetto nell’immaginario collettivo di fantasie che hanno a che vedere con il “Sé grandioso” in quanto rispecchia da sempre i concetti di forza, bellezza,generosità e libertà.
L’interazione reale implica, inevitabilmente, il passaggio dall’immaginario al concreto, cioè all’animale con la sua corporeità, le sue reazioni, i suoi ritmi e le sue necessità. Si instaura così un complesso rapporto ambivalente, alternando fusione e separazione, onnipotenza e frustrazione, gioia e delusione, contribuendo così a instaurare senso di fiducia e di sicurezza e sviluppando autostima.
Il cavallo, rispetto ad altri animali utilizzati per la Pet-Therapy, permette di far effettuare una serie di movimenti complessi, utilizzati (attivamente o passivamente) per gli esercizi psicomotori di coordinamento globale dello schema corporeo.

 

A chi si rivolge

Le categorie di persone che possono trarre beneficio dalla Riabilitazione equestre sono numerose in considerazione del fatto che si interviene sui piani motorio, cognitivo, affettivo, relazionale o sensoriale:
1. ritardo psicomotorio
2. disturbi dell’apprendimento
3. disturbi generalizzati dello sviluppo (spettro autistico)
4. disturbi generalizzati dello sviluppo da deficit dell’attenzione e del comportamento, da nutrizione, ansia da separazione, disturbo reattivo dell’attaccamento
5. persone con ritardo mentale
6. persone con difficoltà relazionali
7. sindromi depressive
8. persone che sono affetti da stress post-traumatico
9. persone che presentano disturbi psichiatrici, quali disturbi dell’umore, schizofrenia, disturbi alimentari, disturbi di personalità, disturbi d’ansia.
Tuttavia, prima di iniziare un intervento, è necessario sempre valutare la persona attraverso un incontro di valutazione.

 

Come si svolge l’intervento

La riabilitazione prevede incontri iniziali conoscitivi tra l’equipe, la persona interessata e la famiglia della stessa (in caso di minori o persone con disabilità cognitive, ecc.) per creare un progetto individuale che tiene conto della persona e soprattutto delle sue risorse.
Inizialmente, quindi, verrà stilata una scheda di valutazione delle potenzialità, abilità residue e delle capacità tenendo conto delle valutazioni cliniche e diagnosi funzionali già effettuate. In seguito, l’intervento verrà monitorato e verificato costantemente attraverso l’osservazione diretta, ed un test di valutazione dinamico-funzionale (area cognitiva, motoria, affettivo-relazionale, comunicazionale, sensoriale, neuropsicologica, dell’autonomia) per far si che il progetto personalizzato porti al raggiungimento degli obiettivi prefissati inizialmente.
L’intervento, della durata di circa 60 minuti, inizialmente si svolge con un ciclo di incontri individuali settimanali, Successivamente possono essere previste anche più incontri a settimana ed attività di gruppo in cui il rapporto con gli altri porta condivisione, relazione ed evoluzione  dell’esperienza a cavallo. All’interno di questo vissuto comune le persone possono trovare modalità comunicative nuove che si concretizzano in un vero e proprio percorso di individuazione e conoscenza.
L’Ippoterapia è un intervento che ha sempre una spiccata qualità ludico-ricreativa e prevede diverse attività:
• a terra, attraverso la cura e la pulizia dell’animale che favorisce la consapevolezza delle necessità di un altro essere vivente e getta le basi per uno dei processi di socializzazione e relazione fondamentali, l’empatia;
• a cavallo quando si eseguono gli esercizi psicomotori: sfruttando il movimento del cavallo ed il comportamento intenzionale del beneficiario si ottiene una miglior capacità di orientamento, reazione e attenzione.
In generale, quindi, si ha il potenziamento dell’abilità esecutiva e un miglior coordinamento globale generando consapevolezza del proprio corpo. Tutto ciò sviluppa la canalizzazione dell’aggressività, l’espressività e una maggior sicurezza in se stessi;
• le passeggiate fuori maneggio per imparare gli elementi base dell’equitazione immersi nel paesaggio circostante.
Nell’Ippoterapia devono essere stabiliti e rispettati gli orari degli incontri, la frequenza e la durata degli stessi, il modo di muoversi nel maneggio ma soprattutto di relazionarsi con le altre persone presenti e questo insieme di regole costituisce per la persona uno spazio sociale indispensabile ai fini del contenimento emotivo e dello sviluppo di una propria indipendenza e autodeterminazione.
Vista la necessità di assicurare una continuità nello svolgimento del programma riabilitativo, indipendentemente dalle condizioni meteorologiche e stagionali, il Centro d’Ippoterapia dispone di un ambiente chiuso e riparato ad esso dedicato.
La particolarità dell’Ippoterapia è che si tratta di un metodo che non si focalizza sull’aspetto deficitario della persona ma si concentra sulle sue potenzialità, non viene applicato “sul soggetto” ma è praticato “dal soggetto” il quale è chiamato a vivere da protagonista l’intervento riabilitativo, senza mai lasciare che si isoli e subisca passivamente, il che gli procura una spinta motivazionale al cambiamento che difficilmente altre terapie offrono.
Questo metodo va inserito comunque all’interno di un più ampio progetto riabilitativo personalizzato con obiettivi a breve, medio e lungo termine e va costantemente monitorato e periodicamente verificato in rapporto agli obiettivi prefissati.
Benefici
Numerosa la letteratura scientifica italiana ed estera che documentano le numerose ricerche che evidenziano i benefici dell’ippoterapia. Gli effetti positivi sono ottenuti all’interno di un processo terapeutico riabilitativo programmato, valutato e costantemente monitorato da un’equipe multidisciplinare che ne considerava l’adeguatezza e l’efficacia lungo tutto il percorso dell’intervento. 

 

AREA PSICOLOGICA Attivando forme di accudimento, promuove senso di responsabilità, garantendo un’immagine valida e positiva della propria persona e sviluppando quindi l’autostima, il proprio valore individuale, con una conseguente maggior stabilità emotiva. Si ha inoltre l’attivazione dei “processi decisionali” che favoriscono una maggiore apertura mentale. Sono stati evidenziati anche un miglioramento della canalizzazione dell’aggressività, dell’alleanza terapeutica e un miglioramento della condizione generale di benessere allontanando o diminuendo lo stato di disagio durante un attività a forte carattere ludico-ricreativo.

 

AREA COGNITIVA L’ippoterapia è in grado di dare strumenti interpretativi e rafforzare le funzioni cognitive facilitando i processi di attribuzione di significato, la sua interazione cognitiva con il mondo esterno, la sua reattività complessiva. L’attività riabilitativa a cavallo tende a favorire le capacità d’attenzione e concentrazione, poiché esso funge da stimolo anche per sviluppare capacità di memoria, di pensiero induttivo e di logica nell’organizzazione di determinate sequenze operative.

 

AREA COMPORTAMENTALE Avviene una evoluzione e rielaborazione degli script comportamentali come prendersi cura dell’animale (nutrirlo, spazzolarlo, lavarlo, ecc..), il rilassamento corporeo, l’acquisizione di regole che poi verranno interiorizzate e di conseguenza messi in atto su di sé.

 

AREA SOCIALE Molto spesso si verifica che l’impiego di attività assistite dagli animali (non solo il cavallo), abbia delle valenze sociali in cui si può riscontrare un miglioramento delle capacità relazionali e di interazione dei soggetti coinvolti. Individui chiusi in se stessi, incapaci di interessarsi ad un essere vivente o di stabilire legami affettivi, in seguito agli incontri con gli animali, hanno mostrato un aumento della motivazione a comunicare dapprima con l’animale, a prendersi cura di lui e, in seguito, a comunicare con altri esseri umani.

 

AREA FISICA È stato studiato che il contatto e l’interazione con gli animali provocano delle modificazioni a livello biochimico, per esempio un innalzamento delle endorfine, sostanze prodotte dal corpo e che danno la sensazione di benessere e delle secrezioni ormonali in genere.

 

AREA NEUROMOTORIA Il movimento sinusoidale del cavallo (movimento in tre dimensioni dello spazio tipico dei quadrupedi) favorisce un miglioramento dell’equilibrio statico e dinamico del soggetto unitamente grazie ai movimenti anticipatori, di orientamento e di adattamento che coinvolgono il sistema nervoso e le funzioni corticali superiori.

 

AREA PSICOMOTORIA La percezione, l’orientamento e la conoscenza del “corpo proprio” (propriocezione), l’affermazione della lateralizzazione, il miglioramento della coordinazione oculo-manuale e spazio-temporale, induce un’evoluzione dei tempi di attenzione, della capacità esecutiva e della capacità espressiva (con una migliore canalizzazione dell’aggressività) con un miglioramento complessivo dello schema corporeo.

 

AREA SENSORIALE Gli esercizi di pulizia del cavallo e il contesto ambientale naturale sono fonte di stimolazione sensoriale in maniera continua, con notevole beneficio sia per quei soggetti con turbe sensoriali innate o acquisite, ma anche per persone con disturbi cognitivi o dello spettro autistico che vedono spesso compromesse le funzioni sensoriali.

 

AREA EMOTIVO-AFFETTIVA Il cavallo, poiché dà un affetto incondizionato, favorisce sentimenti di autostima e sicurezza di sé Il cavallo promuove inoltre, attraverso l’acquisizione della capacità di poter gestire e controllare il cavallo, il controllo dell’ansia, della paura ed una miglior gestione della frustrazione attraverso un rapporto rassicurante e positivo che gradualmente si instaura. Coloro che vengono a contatto con il cavallo possono mettere in atto dei meccanismi di proiezione dei propri vissuti emotivi su di lui, che diventa un mediatore emozionale tra il mondo interno ed il mondo esterno.

Inoltre il movimento, il tipo di andatura gli stimoli posturali e fisici che l’andar a cavallo impone al paziente, possiedono un’azione di induzione al coordinamento motorio. Il movimento ritmico, ondulatorio, in qualche modo riporta al significato materno di coccole ed accudimento, ma al contempo l’animale con la sua energia, forza, velocita, possanza riporta piu’ a una figura di tipo maschile, paterno.
Una delle tecniche fondamentali dell’ippoterapia e’ il metodo Bobhat, la particolare posizione in sella al movimento tridimensionale, basculate e sinusoidale del passo  del cavallo pone le basi per insegnare i cosidetti schemi posturali.
L’ippoterapia è considerata una disciplina efficace e collaudata con molteplici vantaggi: terapeutico-riabilitative, educativo-formative, socio-educative, utili nella promozione dell’inserimento sociale”.

Diversi studiosi hanno formulato delle teorie per spiegare l’evoluzione ed il significato del rapporto uomo-animale.
Tra loro troviamo Cusack (1988) che propone una prospettiva di analisi naturalistico-psicoanalitica e Brickel (1982) che ne da una prospettiva derivante dalle teorie dell’apprendimento.
Secondo Cusack l’uomo stabilisce relazioni profonde ed affettive molto facilmente e spontaneamente con un animale poiché questo ultimo possiede la capacità di soddisfare bisogni umani profondi ed inconsci: può fungere da ponte tra coscienza ed inconscio su ciò che viene di solito celato attraverso meccanismi di difesa quali proiezione, identificazione, sublimazione e spostamento.
Nel rapporto uomo-animale possono insorgere questi meccanismi quando si instaura tra loro una relazione affettiva, allo stesso modo di come accade nei rapporti interumani. Essi sono:
Meccanismo di proiezione. Poichè l’uomo può attribuire all’animale pensieri, intenzioni, atteggiamenti e bisogni propri ed inaccettabili, la proiezione permettere alla persona di far fronte ad emozioni e motivazioni che possono farla sentire vulnerabile per ammettere di possederli lei stessa e quindi, proiettandoli sull’animale, potrà occuparsi di esse e prendersene cura non in maniera diretta e con meno angoscia;
Meccanismo/Processo di identificazione attraverso cui l’uomo, in alcuni momenti, può riconoscersi in aspetti del proprio animale. Questo può fare in modo che si possa costruire in maniera più consapevole la propria identità e la visione che ha di se stesso: molto spessol’animale può diventare l’espressione dei suoi desideri ed aspettative, come manifestazioni delle parti migliori di sé.
Meccanismo di spostamento. L’animale può fungere, per esempio, da sostituto di una relazione affettiva che non c’è più oppure non c’è mai stata. Questo processo può aiutare il soggetto a dare ancora un senso ed uno scopo alla propria vita, e sentirsi utile ancora per qualcuno;
Meccanismo della sublimazione attraverso cui vi è l’incanalamento di sentimenti ed impulsi potenzialmente disadattivi in comportamenti socialmente accettabili: è il caso per esempio di chi trasferisce sull’animale propri impulsi aggressivi e di controllo sottoponendolo ad un severo e minuzioso addestramento, oppure per soddisfare i propri sentimenti narcisistici, iscrivendolo a delle gare estetiche, oppure ancora per soddisfare i propri impulsi competitivi, farlo partecipare a manifestazioni sportive.
Partendo dalle teorie dell’apprendimento, Pavlov, Skinner e Bandura, Clark Brickel (1982) hanno formulato una prospettiva secondo cui, l’uomo percepisce l’animale in termini fondamentalmente emotivi e questa percezione si fonda su un processo di apprendimento sociale che riflette il contesto sociale in cui esso si sviluppa. Questo spiegherebbe il fatto che le interazioni positive con gli animali non sono innate: non tutte le persone sono attirate positivamente dagli animali, alcune possono gradire certe specie piuttosto che altre, oppure non gradirli proprio
Secondo questa teoria, già a partire dall’infanzia i bambini possono essere influenzati dai genitori sul tipo di investimento emotivo rivolto a determinati animali. Nel corso della sua crescita, il bambino incontrerebbe nel suo ambiente di vita, fatto di giochi, fantasie e favole, una lunga serie di animali, associati all’atteggiamento positivo o negativo dei loro genitori. Ecco quindi che gli animali diventano stimoli condizionati attraverso il simbolismo attribuito dai genitori e dalle interazioni reali o simboliche (es: il lupo cattivo, il cane fedele ecc…).
Un altro meccanismo che viene messo in atto nel processo di apprendimento è quello di modeling: osservando il modo in cui i membri adulti della famiglia approcciano gli animali, il bambino modella i propri comportamenti nella medesima direzione. Se in casa non vi è la presenza di animali, il processo si focalizza su eventi della medesima tipologia presentati dai mass-media.
Le due teorie psicologiche che danno un’ulteriore spiegazione del ruolo di “pet relationship” nella vita dell’uomo sono: la “Teoria dell’Attaccamento” di Bowlby e la “Teoria dell’oggetto transizionale” di Winnicot.
La teoria dell’attaccamento, elaborata dallo psichiatra inglese John Bowlby. Secondo quest’ultimo, l’attaccamento sarebbe la tendenza manifestata dal bambino durante i primi 24 mesi di vita a rimanere vicino alla madre. Esso si sviluppa in un periodo “sensibile” nel quale il contatto visivo tra i due soggetti produce un legame che avrà funzione fondamentale nel futuro sviluppo dell’individuo. Questo legame ha un’insostituibile funzione protettiva poiché diventerà il polo rassicurante per tutte le esperienze che l’individuo compirà nella sua vita.
Bowlby parla di attaccamento come “qualsiasi forma di comportamento che porta una persona al raggiungimento o al mantenimento della vicinanza con un altro individuo differenziato o preferito, considerato come più forte o esperto” (Bowlby, 1988).
Anche nella relazione che l’uomo può instaurare con un animale, si possono evidenziare delle dinamiche tipiche delle relazioni umane d’attaccamento. L’animale può essere un dispensatore di calore e contatto ed è in grado di trasmettere all’uomo risposte emotive particolari che, evocando sensazioni di benessere, sicurezza e protezione facilitano l’attaccamento.
Nella Terapia Assistita dall’Animale (altrimenti detta Pet-Therapy), il legame che si viene a creare tra quest’ultimo e soggetti disagiati può costituire una fonte che supplisce ad un carente attaccamento con i propri simili quindi compensa la mancanza eventuale di quello interumano epuò essere un fattore stimolante per lo sviluppo di legami d’attaccamento basati sulla fiducia che potranno in seguito essere trasferiti ad altri individui.
Dato per assodato quindi che la specie umana presenta, tra le sue caratteristiche geneticamente determinate l’assoluta necessità di instaurare un legame di attaccamento per sviluppare e crescere in maniera equilibrata, nel momento in cui si crea una relazione duratura e profonda con l’animale si attiva questo comportamento e si produce un attaccamento etero-specifico altrettanto appagante.
L’opera di Winnicott (1951; 1968) si caratterizza per il costante riferimento ai reciproci interscambi tra il mondo interno e l’ambiente esterno a cui è assegnato un ruolo fondamentale insieme a quella della madre reale e non soltanto alla madre come oggetto interno.
Il riconoscimento della realtà esterna è un compito graduale e importantissimo per lo sviluppo del bambino, ma non sarebbe possibile senza il passaggio attraverso una dimensione in cui l’oggetto non è più creato dalla fantasia del bambino ma non è ancora esterno. Questa è l’area dei fenomeni transizionali.
L’oggetto transizionale è «il primo possesso non-me» (id., p. 275), che non appartiene né alla realtà interna né a quella esterna, non è né sogno né relazione con l’oggetto, si trova tra il soggettivo e ciò che viene percepito oggettivamente. È uno spazio potenziale e la sua funzione è quella di costituire un ponte tra la realtà interna e quella esterna e «tenere le due realtà […] separate e pur tuttavia in relazione l’una con l’altra» (id. p. 227).
Il contatto fisico con l’animale, il calore che dà e la sua morbidezza potrebbero essere paragonabili alle caratteristiche dell’oggetto transizionale di Winnicott e come tali in grado di infondere sicurezza e conforto emotivo. Queste caratteristiche possono facilitare quindi l’assunzione ad nuovo oggetto transizionale con cui ri-sperimentare i processi di separazione-individuazione e reinterpretare gli stili di attaccamento o le gestalt relazionali rimaste aperte nei confronti delle figure genitoriali reali.
Nello specifico della Terapia Assistita da Animale quest’ultimo per la sua innata propensione per il gioco, assume le caratteristiche dell’oggetto transazionale che aiuta il paziente a sviluppare la capacità relazionale facendo da ponte tra realtà interna ed esterna: focalizzando l’attenzione all’esterno, ascoltando le esigenze e richieste dell’animale il paziente può avere una distrazione dai propri pensieri ed una diminuzione del proprio egocentrismo e sviluppare una comunicazione emozionale non mediata dalle parole, il tutto sotto forma di divertimento in un clima sereno e di gioco.
Il gioco ha un luogo e un tempo, e attraverso di esso il bambino arricchisce la propria realtà interiore e conosce sempre più quella esterna, stabilisce un legame tra queste due realtà e in questo modo opera un’integrazione della propria personalità (Winnicott, 1971). Nel gioco “il bambino manipola i fenomeni esterni al servizio del sogno, e investe i fenomeni esterni prescelti con significato e sentimento di sogno”(id., p. 99).
“E’ nel giocare e soltanto mentre gioca che l’individuo, bambino o adulto, è in grado di essere creativo e di fare uso dell’intera personalità, ed è solo nell’essere creativo che l’individuo scopre il Sè”. Il gioco con l’animale diventava uno strumento terapeutico per poter entrare in contatto con realtà problematiche.
Il gioco con l’animale da la possibilità di esprimere e rappresentare i propri vissuti attraverso l’azione, è un’espressione di gioia libera da tensioni, interessa emozioni profonde relative al loro rapporto soggettivo con l’esterno e può fungere da canale d’interazione con gli altri sul piano della fantasia e della possibilità. Inoltre, è in grado di stimolare l’attività fisica, la capacità empatica, la propensione al contatto fisico ed il buon umore.

 

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